Informatori Scientifici del Farmaco

Quale patto per la farmaceutica ?

Pubblicato da isfds su 13 maggio 2012

Cari colleghi,dopo aver letto l’articolo apparso sul Sole 24 ore del 12 Maggio 2012 a firma Silvia Pieraccini dal titolo “ Un patto per la farmaceutica” sono rimasto basito da quanta faccia tosta abbiano certi personaggi del settore farmaceutico, anche alla luce degli ultimi scandali scoperti nel nostro settore denunciati nella trasmissione delle Iene ed adesso dall’ultimissimo scandalo Sandoz – Novartis  (notizia di oggi).

Ho estrapolato alcune affermazioni farmaindustriali da questo articolo testè citato.

L’industria farmaceutica rivendica il peso strategico che continua ad avere per la crescita del Paese (in termini di investimenti, occupazione, export, ricerca hi-tech) e il contributo dato al riequilibrio della finanza pubblica, con oltre 11 miliardi di euro di “sacrifici” negli ultimi cinque anni.

Mi domando e vi domando quale equilibrio possono dare le aziende farmaceutiche alla finanza pubblica ? Si vogliono scordare i costi dei vari fenomeni di comparaggio e di danno all’erario pubblico dovuti alle spregiudicate politiche industriali del settore ? Ed il fenomeno dei prezzi dei farmaci gonfiati, anche quelli li vogliamo dimenticare ?

«Sono dieci anni che prendiamo schiaffi e subiamo manovre nazionali e regionali», ha sottolineato ieri il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, nella prima tappa del tour promosso dall’associazione per far conoscere il valore dell’industria farmaceutica, ospitato nella sede della multinazionale Eli Lilly a Sesto Fiorentino.

Debbo purtroppo constatare che il presidente di farmindustria, Scacabarozzi sembra dimenticare chi veramente in questi ultimi anni ha preso e continua a prendere schiaffi, che sono i lavoratori del settore farmaceutico (interni ed isf) che hanno pagato il vero prezzo di quanto sta accadendo con 10.000 informatori scientifici ed un numero imprecisato di interni che sono stati messi in mobilità o che sono andati ad ingrossare le fila dei tanti esodati del mondo del lavoro.

«La pressione sul nostro settore avviene nonostante la spesa farmaceutica valga solo il 16% della spesa sanitaria. Quando si comincerà a guardare al restante 84%?», si è chiesto Scaccabarozzi. «Siamo ancora un’industria di eccellenza – ha continuato – ma ora serve un patto di crescita almeno triennale con Governo e Regioni, per dare al settore regole stabili e garantire gli investimenti industriali in farmaci innovativi».

Da Sesto Fiorentino, arriva un monito: «L’Italia ora deve concentrarsi sulla crescita, e noi possiamo contribuire a dare soluzione al problema».

Mi piacerebbe tanto capire se gli investimenti industriali in farmaci innovativi e la volontà di contribuire a dare soluzione al problema della crescita, non siano un eufemismo per avere mani libere per utilizzare metodiche spregiudicate di marketing nel settore farmaceutico come si dimostra ogni volta che viene aperta una indagine nel nostro settore.

E’ uno strano patto, quello richiesto a tutti i cittadini italiani, non si fanno proposte o promesse di nuovi posti di lavoro o di stabilizzazione di chi è ancora è in essere nel settore farmaceutico, non si promette un’azione esemplare nei confronti dei fenomeni di corruttela tante volte presenti, né si fanno propositi per eliminarli nel futuro, l’unica cosa che si evince chiaramente è un’arroganza di fondo, di chi dà per scontato che tutto debba andare secondo i propri propositi senza curarsi di altro dimentico delle esigenze altrui (lavoratori, utenti e Stato).

Se posso, un piccolo consiglio. Innanzitutto  maggior modestia, poi quando si vorrebbe trovare un patto non si possono avanzare solo richieste, sul tavolo vanno inserite anche proposte condivisibili e serie, altrimenti non si parla più di patto ma di imposizione, che è cosa ben diversa.

Vorrei lanciare anche io alcune proposte.

Perché le aziende farmaceutiche “sane”, anziché inseguire spregiudicate politiche industriali, non iniziano ad isolare e a denunciare quelle aziende “malate” che portano allo sfascio il settore con le loro politiche folli ?

Perché non si attiva un volano positivo per i lavoratori che pagano lo scotto delle esigenze industriali di profitto sempre in crescita ?

Perché si continua ad osteggiare il rapporto con le rappresentanze culturali degli informatori scientifici, che da anni tentano di arginare lo sfascio del settore e la perdita dei posti di lavoro avvallate da O.O.S.S. colluse ed incompetenti ?

Perché anziché licenziare i dipendenti le aziende non attivano una forma di azionariato diffuso fra i propri dipendenti per mantenere il loro posto di lavoro ed ottenere fondi per gli investimenti futuri ?

Se si iniziassero seriamente a fare proposte di questo tipo la credibilità del settore ne guadagnerebbe e quasi certamente tante attuali politiche sul farmaco cambierebbero.

Un caro saluto

Umberto Alderisi

umberto.alderisi@gmail.com

13.05.2012

 

 

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A proposito di iPad

Pubblicato da isfds su 10 maggio 2012

Cari Colleghi, recentemente ho avuto modo di leggere un articolo apparso su AdnKronos.com dal titolo “Farmaceutica: studio Usa, informatori con iPad piacciono ai medici”,  pubblicata il 7 maggio nella colonna centrale del sito “ http://www.federaisf.org

L’emozione è stata tale che non sono riuscito ad esimermi dall’ esternare la mia opinione e condividerla con Voi.

Devo dirvi che ho trovato la notizia molto affascinante e, come isf, già mi vedo..davanti al medico mentre, con il piglio del grande relatore, brandisco la penna magica sul tuchscreen che magicamente fa scorrere le immagini dei lavori clinici, dei grafici ecc..ecc.

Vedo Il mio ruolo di isf svecchiarsi, sento che la mia figura è cambiata, getto alle ortiche la mia, ormai vecchia professionalità, quella costruita sull’empatia, sulle regole più semplici per una corretta, sana e rispettosa comunicazione e, e via un bel respiro, che sensazione…usare il medico alle stregua di un grande ignorante che anela il mio miracoloso intervento scientifico.

Facciamo pure spazio alla nuova comunicazione mediatica (stile spot pubblicitario), quella che permetterà di risparmiare tempo, carta stampata e, perché no, magari eliminare qualche isf (il solito rompi balle che fa perdere tempo al paziente, non al medico).

Una comunicazione che permetterà di contenere le spese insostenibili delle aziende farmaceutiche, ormai sul lastrico, con i ricavi al lumicino. Dovremmo adoperarci per far loro l’elemosina. Pensate che molte di loro, in preda al panico, qui da noi licenziano e in cambio decidono di acquistare oltre oceano, industrie all’avanguardia dal valore di svariati milioni di euro….mah!! Sono certo che l’ipad tornerà molto utile a queste aziende.

Ma dietro a tutto ciò, chi ci guadagna?… Suvvia non crederemo che il promotore di una tale iniziativa, sia così tanto casto e puro e faccia tutto ciò esclusivamente nell’interesse del medico e del paziente.

Le solite americanate…

L’introduzione di un simile approccio di comunicazione , freddo, distaccato e privo di un rapporto genuinamente umano tra persone, ci spingerà al più esasperato individualismo. Sembra questo il maledetto destino dell’umanità.

Possiamo ben immaginare, una simile iniziativa porterà vantaggiosi profitti solo alle case produttrici di ipad, alle compagnie di telefonia mobile che offriranno connessioni in tempo reale, non certo ai lavoratori, quei lavoratori (ISF) che per incanto si renderanno conto della loro inutilità e malediranno il giorno in cui avevano sperato che, lavorare per l’industria farmaceutica, avrebbe permesso di svolgere, dopo aver conseguito una laurea con tanto di sacrifici, una professione altamente qualificante

In Italia gli “ipad” piovono dal cielo, (l’abbiamo visto in tv), sono a portata di chiunque, sono gratis, è sufficiente sottoscrivere un abbonamento con una qualsiasi compagnia di telefonia mobile, una connessione internet e il gioco è fatto.Ti liberi della compagnia ingombrante, hai più spazio per isolarti. Che necessità abbiamo di veder approdare nello studio medico un’ aitante Isf, tronfio di tanta maestria (intesa come: “capacità di sfogliare i fogli dell’ipad” e niente altro), se ciò lo sa fare pure quell’ignorantone del medico?

Penso che tutta questa modernità nasconda un’atroce verità.

Fermo restando che le aziende più serie per intenderci, quelle che fanno vera ricerca, (quindi poche), ricorreranno a questi mezzi, in aiuto e a completamento di una corretta informazione, penso, al contrario, che per molte altre questo moderno approccio servirà solo per ubriacare lo spettatore per ri – somministrargli la solita minestra non solo, facendo di ciò magari, anche un uso improprio…e qui lascio a voi tutti che esploda la vostra più fervida immaginazione…

A pensar male si fa peccato ma, qualche volta ci si azzecca.

Antonio Scano

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FEDERAISF: Vademecum dell’ISF – III Edizione – maggio 2012 – Manuale pratico del professionista del farmaco

Pubblicato da isfds su 9 maggio 2012

Scarica i documenti

Vademecum dell’ISF – parte I – III Edizione 2012

Vademecum dell’ISF – parte II – III Edizione 2012

http://www.informatori.aiisf.it/HDefault.aspx?Newsid=6010

Fonte: http://www.informatori.aiisf.it/

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Alimenti: con crisi 64% italiani cerca l’affare, salute a rischio

Pubblicato da isfds su 9 maggio 2012

Milano, 7 mag. (Adnkronos Salute)- [...] Un dato “molto allarmante” che merita “una riflessione approfondita”, perché “spesso a tavola il basso costo corrisponde a una bassa qualità”, avverte il nutrizionista Giuseppe Fatati, coordinatore scientifico dell’Osservatorio Nestlé e presidente della Fondazione Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica)…

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Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/

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Salute: esperto Usa, chi mangia acido invecchia prima e si ammala di piu’

Pubblicato da isfds su 8 maggio 2012

Roma, 4 mag. (Adnkronos Salute) – “I cibi consumati dalla maggior parte della popolazione mondiale sono acidificanti. Dalle carni ai formaggi, alle bevande, soprattutto quelle gassate e dolcificate. Sono alimenti che ‘sporcano’ il sangue, portando a un invecchiamento precoce e predisponendo a malattie come obesità, diabete, tumori, patologie reumatiche e cardiopatie…

Leggi l’articolo…

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/

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